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L’architetto Sandra Marchesi ha vinto il terzo premio Proyectissimo grazie al progetto di ristrutturazione di un rifugio in collina a Bergamo, un intervento che ha coniugato il design funzionale degli interni e le esigenze di inserimento dell’architettura nel paesaggio circostante.

 

Come è nato il tuo studio?
Lavoro come architetto da più di 20 anni, da quando mi sono laureata in Architettura a Rosario, in Argentina. Il mio primo progetto è infatti nato proprio lì. Nel 2002 mi sono trasferita in Italia per una collaborazione con alcuni architetti importanti della provincia di Bergamo, città che è diventata il luogo in cui vivere con la mia famiglia. Dopo alcuni anni ho iniziato a lavorare in proprio, ora sono specializzata in progetti di edilizia residenziale privata e nel design tanto di interni che di esterni.

Cosa caratterizza i tuoi progetti?
La relazione onesta tra cliente e professionista. Per noi, conoscere i clienti e capire le loro reali necessità è un requisito essenziale prima di iniziare qualunque progetto. Lavoriamo soprattutto con progetti residenziali, pertanto il nostro cliente tipo è una persona che sta immaginando la sua casa. Usare la creatività per trovare la soluzione che si adatti al meglio ai suoi bisogni è la chiave per un buon risultato.

Credi che la visibilità e il marketing siano importanti per gli architetti?
Assolutamente. La nostra professione sta vivendo una fase negativa, dovuto in parte alla crisi del settore e in parte al preconcetto che contrattare un architetto sia quasi un lusso. Gli strumenti offerti da internet ci permettono di arrivare a molte più persone e più rapidamente. È un grande aiuto per poter offrire una immagine reale della nostra professione, sincera, concreta e vicina alla gente.
I progettisti qualificati sono in grado di offrire soluzioni concrete: comfort, funzionalità ed estetica con rispetto al budget disponibile. Un esempio di tutto ciò è ben rappresentato dal progetto vincitore di questo premio.

 

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Come è nato questo progetto? Come è stato realizzato?
Questo progetto è stato una meravigliosa esperienza che ho avuto la fortuna di condividere con la mia collega Francesca Perani. Una famiglia che aveva visto i nostri precedenti lavori ci ha mostrato una casetta in rovina sulla cime di una collina. L’idea era di trasformarla in una seconda casa, in un piccolo rifugio da sfruttare sia in estate che in inverno. Dato che si trova in un’area naturale protetta, abbiamo dovuto contattare il Municipio e pensare ad un progetto che desse anche valore al contesto paesaggistico. Vista la rilettura in chiave moderna della tipologia rurale dell’edificio, l’Amministrazione ha approvato il progetto. La nostra soluzione propone interni ampi ed accoglienti, e tutto l’intervento è stato portato a termine da artigiani e imprese locali che hanno prestato moltissima attenzione ai dettagli.

Quali sono i punti di forza del progetto?
La trasformazione creativa di alcuni elementi ha permesso di risolvere il problema dell’uso degli spazi, regalando benefici insperati al cliente. Ad esempio le finestre sono pensate per fungere anche da sedute ampie e comode di fronte al caminetto, che si trasforma in un meraviglioso angolo relax per l’inverno. O ancora la scala che porta al piano superiore diventa una zona lettura vicino alla finestra.
Abbiamo cercato soluzioni creative da applicare ad ogni angolo. Un altro elemento distintivo è dato dall’uso del verde smeraldo, colore personalmente scelto dal cliente e che riflette la sua personalità positiva e piena di energia.

Ci sono stati dei problemi tecnici? Se sì, come li avete risolti?
Sì, ce ne sono stati, primo fra tutti la logistica. Inizialmente avevamo pensato di adottare una costruzione in legno prefabbricata per quanto riguarda le pareti esterne e il tetto della torre, ma ciò non fu possibile a causa delle stradine strettissime che impedivano il trasporto. Abbiamo quindi deciso di usare il legno per il rivestimento e per la struttura delle finestre, montando tutto in loco.
Per la facciata, invece, abbiamo puntato su una costruzione in pietra mista, risolvendo così il problema dell’isolamento.

 

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Cosa non può mancare in una casa?
La sensazione di benessere. Che sia piccola o grande, in una casa non possono mancare spazi, materiali, oggetti che diffondano positività. Una casa deve brillare di luce propria, deve trasmettere lo stile e la personalità di coloro che vi abitano. In caso contrario non sarà mai una vera “casa”. Noi ci occupiamo di fare in modo che lo sia.

Credi che l’innovazione passi anche dai progetti di piccola scala?
Per quanto riguarda i progetti su scala ridotta credo che l’innovazione risieda nell’uso della domotica per salvaguardare la sicurezza delle abitazioni. I clienti vogliono risparmiare e amministrare meglio le loro spese e ormai basta un’app sul telefono per controllare la propria casa.
I sistemi alternativi che permettono di risparmiare energia o l’uso di materiali sostenibili sono un’altra forma di innovazione.
Parlando invece di costruzioni in legno per l’architettura residenziale (introdotte da poco in Italia, ma da sempre impiegate nel nord Europa e negli USA), purtroppo le opportunità sono ancora poche. Le facciate ventilate sono un’altra soluzione davvero ottimale, ma sono poco conosciute.

Credi che le ristrutturazioni siano il futuro?
Sicuramente. L’enorme consumo di suolo è tangibile, così come i disastri ambientali connessi. Non parlo solo di quelli idrogeologici, ma anche di quelli relativi all’ingegneria strutturale portata all’estremo.
La quantità di immobili esistenti in Italia e in Europa è immensa, e hanno bisogno urgente di manutenzione. Siamo sempre più consapevoli del fatto che la qualità delle costruzioni si rifletta sulla qualità della vita. Il percorso da intraprendere va nella direzione della ristrutturazione e della ricostruzione.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il nostro studio sta puntando su progetti realtivi al mercato immobiliare. Recentemente abbiamo realizzato una formazione professionale in Home Staging in collaborazione con l’associazione italiana Staged Homes.
Stiamo anche lavorando ad un nuovo progetto, stagedinteriors.it: offriremo servizi integrativi di design, costruzione e promozione di case in vendita o in affitto, servizio che verrà offerta anche su Habitissimo. “Vestiamo” le case per una sessione di shooting per metterne in risalto il potenziale, in modo da venderle o affittarle più rapidamente.
Interessante, no?