Una delle domande più frequenti è “Come riciclare gli elettrodomestici che non utilizzo più?”. Nel post di oggi vi spieghiamo come risolvere questo problema.

Ogni volta che un elettrodomestico si rompe o desideriamo sostituirlo con un dispositivo più innovativo, torniamo a porci la stessa domanda “Cosa me ne faccio del vecchio elettrodomestico?”. Quello che non dobbiamo fare assolutamente è gettarlo nei punti di raccolta abituali come se si trattasse di un rifiuto qualsiasi. Al fine di limitare questi fatti che, purtroppo, continuano a verificarsi, e per risolvere il problema in via definitiva, vi presentiamo le diverse alternative tra cui scegliere:

  1. Innanzitutto, se sostituiamo il nostro elettrodomestico con un apparato di ultima generazione, nella maggior parte dei casi è la stessa casa madre a prendersi carico del vecchio dispositivo.
  2. Se l’elettrodomestico è ancora in buone condizioni, possiamo venderlo o cederlo a chi ne ha bisogno, allo scopo di non gettare via un dispositivo ancora funzionante.
  3. In ogni regione esistono punti di raccolta che riciclano alcune componenti, utilizzandole per nuovi apparecchi.
  4. In alcuni municipi, inoltre, è attivo un comodo servizio di raccolta a domicilio. Esso funziona in modo analogo a quello precedentemente menzionato, con la differenza che, in questo caso, gli operatori verranno a prendere l’elettrodomestico direttamente a casa nostra, risparmiandoci lo spostamento fino al punto di raccolta.

Secondo alcune ricerche, ricicliamo solo una percentuale compresa tra il 15% ed il 20% degli elettrodomestici. È un dato da tenere in considerazione, perché dietro a questo dato vi è un’enorme quantità di apparati presenti nelle discariche e nei paesaggi naturali. Seguendo questi consigli, non solo contribuiremo al riutilizzo di materiali ancora funzionanti, ma daremo il nostro apporto anche nel preservare l’ambiente che ci circonda.

Questi consigli vi consentiranno inoltre ad evitare ulteriori problemi.